Intervista sull'oralità, Sardegna (3)

Montaggio di interviste ad una decina di tifosi (appassionati cultori) della poesia estemporanea di Silanus sulle proprie esperienze e competenze.

Intervista sull'oralità, Sardegna (3)


numero inventario
CAG 006
tipo
suono
natura
Indagine etnografica
genere
Testimonianza tematica
autori
Ricercatore: Maurizio Corda

intervistati: Antonio Sebastiano Bustianu Arca, Sebastiano Tatanu Cossu, Nicolò Arca, Salvatore Totore Cappai, Giovanni Vanneddu Cappai, Giovanni Demontis, Giuseppe Peppinu Cossu, Giampiero Zolo, Salvatore Murgia Niola,
luogo
Silanus
data
2010-11-15
lingua
Sardo logudorese
diritti
Consenso orale
descrizione tecnica
Registratore Zoom H4
durata
5’21’’
analisi del contenuto
Nella prima parte dalla voce di alcuni intervistati si delinea, a titolo puramente esemplificativo, un percorso di crescita e sviluppo della figura del “praticante non professionista” che accomuna i poeti intervistati. La prima voce è di Antonio Sebastiano Bustianu Arca (le prime cantuzzate da giovane servo pastore), seguito da Sebastiano Tatanu Cossu (il dono della natura; imparare cantando poesie esistenti), Nicolò Arca (i primi tentativi e le prime cantate in compagnia dei coetanei), Salvatore Totore Cappai (la spontaneità delle occasioni in cui si canta), Giovanni Vanneddu Cappai e Giovanni Demontis (le occasioni di cantare insieme ai professionisti), Giuseppe Peppinu Cossu (i giovani insieme agli anziani) e nuovamente Tatanu Cossu (l’efficacia del poetare: metafora dell’avvocato). Segue una dichiarazione più articolata di Giampiero Zolo che tocca il tema della valutazione generale del componimento poetico, una valutazione estetica in senso lato, in cui sono coinvolti: il modo e il garbo con cui viene steso il verso, il suono delle parole, la metrica e l’accentazione dei versi, la chiarezza dei concetti e infine l’efficacia e la pregnanza degli argomenti. L’ultimo intervento è di Salvatore Murgia Niola, affermato ‘poeta a tavolino’ di Macomer e trait d’union tra i professionisti e i dilettanti improvvisatori. Egli riporta un ottava di risposta che diede ad un affermato poeta che durante un ispuntinu (festa privata) rifiutava con aria di superiorità di confrontarsi a poesia con un gruppo di poetas de chentina.
note complementari
Trascrizione ottava cantata durante le interviste:

Tue dae parcu in parcu curre e bola
C’as buscia prena e boghe cristallina
Ma cando fus poeta ‘e primma vola
E pagu lardu j’aìas in s’ischina
Poetas de tzilleri e de cantina
ammentadi chi fatu t’ana iscola
e pro ch’in parcu c’apas sa dimora
Tzertos de cussos t’imparana ancora

Traduzione:
Tu salti di palco in palco | perché hai la borsa piena (competenza/esperienza) e la voce cristallina | ma quando eri poeta alle prime armi | e avevi poco lardo nella schiena | ricordati che ti hanno fatto scuola | i poeti da bar e da cantina | e nonostante adesso tu viva sui palchi | molti di loro hanno ancora qualcosa da insegnarti.

parole chiave
Poesia improvvisata, Ottava logudorese, Sardegna, Silanus, tifosi, trasmissione, apprendimento, il "dono della poesia"
edizione
altro
Si veda relazione di ricerca in https://www.incontrotransfrontaliero.com/partner.php?id=4