Le tradizioni in viaggio, 10 Luglio 2009

Pigna 10 luglio 2009: Isola e continente from paolo nardini on Vimeo .

Vaccareghja di Pigna (Corsica) 10 luglio 2009 - Enrico Rustici e Sara Ceccarelli - "Contrasto in ottava rima.

Dopo la Conferenza di lancio del 30 maggio a Gavorrano (GR), Pigna, in Corsica, ha rappresentato la prima tappa del progetto. Da Grosseto sono venuti a testimoniare le proprie tradizioni i giovani poeti Enrico Rustici e Irene Marconi, accompagnati da Fulvio Turacchi e Sara Ceccarelli.

A loro è stato chiesto, secondo la tradizione della poesia estemporanea toscana in ottava rima, di improvvisare un contrasto su un tema scelto dal pubblico: Isola e Continente ovvero La Corsica e la Toscana.

Pigna 10 luglio 2009 Cinquecento catenelle d'oro from paolo nardini on Vimeo .

Vaccareghja di Pigna (Corsica) 10 luglio 2009 - Enrico Rustici e Sara Ceccarelli - "E cinquecento catenelle d'oro"

Una tradizione, assai diffusa in Toscana, e particolarmente in Maremma, è quella della musica e del canto popolare. Alcuni testi popolari sono stati recuperati dalla tradizione e riproposti anche per la produzione discografica.

Caterina Bueno, etnomusicologa e cantante, è stata una ricercatrice e divulgatrice importante del canto popolare. Qui Enrico Rustici e Sara Ceccarelli presentano questo canto popolare toscano recuperato dalla Bueno e pubblicato nel 1968 nell'album "La veglia".

Pigna 10 luglio 2009 Dimmi bel givane from paolo nardini on Vimeo .

Vaccareghja di Pigna (Corsica) 10 luglio 2009 - Enrico Rustici e Sara Ceccarelli - "Dimmi bel giovane"

Questo canto, presentato ancora da Sara Ceccarelli e Enrico Rustici, è un canto anarchico attribuito a Francesco Giuseppe Bertelli di Vecchiano (PI). Si lega alla tradizione del Maggio in Maremma perché i gruppi di maggerini usano riproporlo nel corso del loro giro di questua nella notte fra il 30 aprile e il 1° maggio, per i poderi della Maremma.

Nuoro 14 settembre 2009 Gruppo folkloristico "Mangia e bevi" from paolo nardini on Vimeo .

Il Gruppo folkloristico "Mangia e bevi" di Baccinello (GR) presenta il Maggio lirico nella versione tradizionale e nella versione innovativa. Per terminare propone al pubblico di Etnu il canto "Maremma amara"

Il canto del Maggio è una tradizione canora diffusa in tutta la Maremma grossetana, parte della Valdorcia senese, la zona meridionale della provincia di Livorno.

Consiste in una forma di teatro itinerante con questua, dalla struttura assai composita. Un gruppo di persone visita le case dei contadini disperse nella campagna, proponendo un canto augurale; in cambio riceve dei doni in natura (più recentemente in denaro).

Il gruppo o squadra dei maggerini è formata da diverse figure, ognuna con un proprio ruolo: il poeta ha il compito di scrivere il testo del maggio di anno in anno (ma non tutte le squadre cambiano il testo ogni anno), e di omprovvisare alcune ottave "di permesso" (vale a dire con le quali chiede al padrone di casa il permesso di cantare; inoltre, al termine improvvisa alcune ottave di commiato, con le quali ringrazia la famiglia della generosità; l'alberaio ha il compito di condurre "l'albero", rappresentazione del Maggio intorno al quale si svolge l'intera scena; il corbellaio che ha la cura dei doni ricevuti; il coro che intona la canzone del maggio.

Il canto del maggio in Maremma è stato interpretato come una strategia per mantenere la coesione sociale attraverso un rinnovato scambio di doni. Poiché i doni sono di diversa natura (immateriale il canto d'augurio, materiale il cibo o il denaro), non si verrebbe a creare un rapporto di dipendenza né di subordinazione degli uni dagli altri. Ma è anche un sistema di ridistribuzione delle risorse, sebbere per lo più sul piano simbolico. Il cibo raccolto viene consumato in un pasto collettivo al quale partecipa la comunità allargata.

E' interessante notare anche che del canto del maggio esistono diverse varianti. Ne citerò brevemente una, appartenente ad una comunità di pastori e contadini insediata nella campagna del comune di Campagnatico, proveniente dal Casentino. Oggi la tradizione non è più attiva. Essi cantavano il "Maggio per le anime del Purgatorio": il denaro ricevuto veniva impiegato per far dire messe in favore delle anime purganti. Qui interviene una uleriore variante: i beni non sono più destinati alla comunità dei vivi, ma alla sua rappresentazione attraverso i morti.

Buti, teatro Pietro Frediani 24 ottobre 2009 - Poeti improvvisatori from paolo nardini on Vimeo .

Buti, teatro Pietro Frediani 24 ottobre 2009 - Emilio Meliani e Realdo Tonti, contrasto: L'ottava rima e la televisione.

Buti, teatro Pietro Frediani 24 ottobre 2009 - Poeti improvvisatori from paolo nardini on Vimeo .

Buti, teatro Pietro Frediani 24 ottobre 2009 - Umberto Lozzi e Irene Marconi, contrasto: Il bosco e il parco naturale

Buti, teatro Pietro Frediani 24 ottobre 2009 - Poeti improvvisatori from paolo nardini on Vimeo .

Buti, teatro Pietro Frediani 24 ottobre 2009 - Contrasto a 4: vento, sole, pioggia e neve